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Lattoferrina e infezioni respiratorie nei bambini: cosa dice davvero la scienza?

Serve a qualcosa?

Piercarlo

9/7/20262 min leggere

Come pediatra, ogni inverno ricevo la stessa domanda: "Dottore, esiste qualcosa per rinforzare le difese ed evitare che mio figlio sia sempre ammalato?". Tra i tanti integratori pubblicizzati, la Lattoferrina è uno dei più discussi. Ma funziona davvero o è solo marketing?

Oggi voglio analizzare con voi i risultati di due importanti revisioni scientifiche internazionali (Berthon et al., 2022 e Mayorga et al., 2025) per capire quando e come utilizzarla.

Cos'è la Lattoferrina?

La lattoferrina è una proteina naturalmente presente nel latte materno (ne è ricchissimo il colostro). Non è un farmaco, ma una sostanza che il nostro corpo già conosce e usa per difendersi. Agisce principalmente in tre modi:

  1. Sequestra il ferro: I batteri hanno bisogno di ferro per crescere; la lattoferrina lo "ruba" a loro, impedendo che si moltiplichino.

  2. Effetto scudo: Si lega alle nostre cellule impedendo ai virus di "attaccarsi" e penetrare.

  3. Allena le difese: Stimola l'attività delle cellule Natural Killer, i nostri "soldati" dell'immunità innata.

Cosa dicono gli studi più recenti?

Abbiamo analizzato due grandi studi che hanno messo insieme i dati di migliaia di bambini:

  • In Prevenzione (Voto: Ottimo): Lo studio di Berthon sottolinea che nel 100% dei trial pediatrici analizzati, la lattoferrina ha ridotto il numero di episodi infettivi. In breve: i bambini che la assumono tendono ad ammalarsi meno frequentemente durante l'inverno.

  • In Fase Acuta (Voto: Sufficiente): Quando il bambino ha già febbre e tosse, i dati sono meno forti. La meta-analisi di Mayorga indica che la lattoferrina non riduce drasticamente la durata della malattia una volta iniziata. Traduzione: Funziona molto meglio come "scudo" preventivo che come "estintore" per l'incendio già in corso.

Il consiglio del Pediatra: come e quando usarla?

Basandoci sulle prove scientifiche, ecco come dovremmo comportarci:

1. A chi è consigliata?

È particolarmente utile per i "frequentatori seriali" di nido e scuola materna che concatenano un'infezione dopo l'altra. È sicura, ma attenzione: non va data ai bambini allergici alle proteine del latte vaccino (APLV).

2. Qual è il dosaggio efficace?

Gli studi mostrano che dosaggi troppo bassi (spesso presenti in alcuni latti formulati o prodotti economici) sono poco efficaci. Il dosaggio target emerso dalle ricerche per avere benefici reali è di 100-200 mg al giorno.

3. Lo schema vincente

L'evidenza suggerisce che la costanza premi. Uno schema tipico che consiglio in ambulatorio è:

  • Cicli di 15 giorni al mese, da ripetere per tutto il periodo invernale (Ottobre-Marzo).

  • Assunzione preferibilmente a stomaco vuoto per migliorarne l'assorbimento.

Attenzione alla qualità!

Non tutta la lattoferrina è uguale. Essendo una proteina, è molto sensibile al calore. Se durante la produzione viene scaldata troppo, si "denatura" (come un uovo sodo) e perde la sua funzione biologica. Cercate prodotti che garantiscano una Lattoferrina bovina pura al 95% e lavorata a freddo (liofilizzata).

In conclusione

La scienza ci dice che la lattoferrina è un alleato prezioso, sicuro e con basi solide, specialmente per ridurre la frequenza delle infezioni respiratorie. Non è una "pillola magica" che garantisce un inverno senza un solo starnuto, ma è uno degli strumenti più validi che abbiamo per supportare il sistema immunitario dei più piccoli in modo naturale.

Bibliografia:

  • Berthon BS, et al. Adv Nutr. 2022.

  • Mayorga VS, et al. Biochem Cell Biol. 2025.

Il confronto con il latte materno

La concentrazione di lattoferrina nel secreto mammario umano non è costante, ma subisce una drastica riduzione man mano che il latte matura. Ecco i valori medi di riferimento:

1. Colostro (Primi 2-5 giorni)

È il momento di massima concentrazione. La lattoferrina rappresenta circa il 15-20% delle proteine totali del colostro.

  • Concentrazione: 5 - 7 g/L (grammi per litro).

  • In alcuni campioni particolarmente ricchi, si possono toccare picchi di 10 g/L.

2. Latte di Transizione (6-14 giorni)

La concentrazione inizia a scendere rapidamente mentre il volume del latte aumenta.

  • Concentrazione: circa 2 - 3 g/L.

3. Latte Maturo (dopo i 15 giorni)

Si stabilizza su livelli molto più bassi, pur rimanendo una componente proteica importante.

  • Concentrazione: 1 - 2 g/L.

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